di Antonio Aprile (giornalista, media digitali e comunicazione web)

Il problema del Cyberbullismo è diventato una vera e propria emergenza planetaria. Lo testimonia la crescente quantità di persone che usano internet e le tecnologie ad essa connesse e la progressiva diminuzione dell’età media degli utenti, spesso totalmente impreparati e non coscienti della portata del fenomeno. Non solo. Con l’avvento del web 2.0, praticamente chiunque è in grado di inserire dei contenuti facilmente visibili a tutti. Non altrettanto facile, se non impossibile nella pratica, è toglierli senza lasciare tracce più o meno evidenti. Questo è il motivo per cui è fondamentale “pensarci prima” visto che internet conserva sempre “qualcosa” di quello che vi entra. Il principio di responsabilità, nell’evolversi delle tecnologie diventa quindi di fondamentale importanza per prevenire il diffondersi di contenuti che potrebbero recare danno a persone, offendendone la reputazione, la dignità o anche solo la sensibilità. Perchè non si può prescindere dall’uso della rete a qualsiasi età. A lanciare il grido di allarme sono in tanti. Secondo Anthony Lake, direttore dell’UNICEF, «Nel bene e nel male, la tecnologia digitale è attualmente una realtà irreversibile delle nostre vite», tuttavia, ammonisce Lake, internet è stato progettato per gli adulti, ma è sempre più utilizzato dai bambini e dai giovani, e le tecnologie digitali coinvolgono sempre più le loro vite e il loro futuro. E oggi la distinzione tra reale e virtuale è sempre meno evidente. Secondo Gianni Busia (Segretario Generale Autorità Garante Per La Protezione Dei Dati Personali) «Oggi il web influenza sempre di più la vita reale, non c’è più la separazione tra reale e virtuale».

I dati della navigazione secondo il report Global Digital 2018 un’indagine riguardante 239 Paesi condotta a gennaio 2018 da We Are Social in collaborazione con Hootsuite, la piattaforma di social media management più utilizzata a livello mondiale.  Nel mondo su una popolazione di 7,593 miliardi di persone, gli utenti di internet sono 4,021 (55%) attivi su social media 3,196 (42%) miliardi, utenti mobile 5,135 miliardi (68%) e attivi su social da mobile 2,958 miliardi (39%). Più del 75% della popolazione mondiale ha un cellulare e oltre la metà è uno smartphone.

I dati in Italia sono molto significativi: su una popolazione di 59,33 milioni di persone, gli utenti internet sono 43,31 milioni, quelli attivi su social media sono 34,00 milioni di cui 49,19 milioni su mobile e 30 milioni attivi su social media da mobile. A fare la parte da gigante sono Youtube e Facebook, con più di trenta milioni di utenti (rispettivamente 62% e 60%). Al terzo posto Whatsapp con il 59%, Messenger di Facebook (39%) e quindi Instagram (33%) pari a 16 milioni.

Quanto tempo restiamo online? Anche qui i numeri sono importanti se consideriamo che i dati sul tempo medio giornaliero speso su internet e social e social media da qualsiasi dispositivo è pari rispettivamente a 6 ore e 8 minuti e 1 ora e 53 minuti. Citiamo i dati Audiweb prendendo ad esempio l’arco temporale di un mese, nello specifico marzo 2018: la total digital audience ha raggiunto 34,2 milioni di utenti unici, il 62,3% della popolazione dai 2 anni in su. La mobile audience mensile ha raggiunto il 68,7% della popolazione maggiorenne, con 30,1 milioni di utenti collegati per 49 ore in media per persona. La total digital audience nel giorno medio ha raggiunto 25,4 milioni di utenti, online in media per 2 ore e 25 minuti a persona. 21,5 milioni gli italiani che hanno navigato da mobile (smartphone e/o tablet), di cui oltre la metà, il 58,8% pari a 12,6 milioni, ha navigato esclusivamente da mobile. Nel giorno medio sono stati 12,8 milioni gli italiani che hanno scelto di navigazione anche da PC. Dai dati sulla distribuzione del tempo online tra i device rilevati, emerge che in questo mese di rilevazione il 78% del tempo totale trascorso online è stato dedicato alla fruizione di internet da mobile (smartphone e/o tablet). Resta ulteriormente confermata la preferenza da parte delle donne e dei giovani 18-24enni per questa modalità di navigazione. Infatti, con circa l’84% del tempo totale online da questi device, le donne superano i valori raggiunti dagli uomini e, con l’86,3% del tempo totale online da mobile, i più giovani si attestano tra i principali fruitori dell’online da mobile. l’80% della popolazione online concentrata tra i siti e le applicazioni di ricerca, portali o comunità di interesse generale, servizi web e tools internet, video e cinema. In generale però sono tanti gli interessi che attirano il pubblico di internet: consultando tutta l’offerta disponibile, in base a interessi particolari, come nel caso delle News (categoria Current Events & Global News con il 64% degli utenti online) o le informazioni corporate (70,9% degli utenti online), legate alla comunicazione interpersonale, come nel caso della categoria Email (77,7% degli utenti), Cellular Paging (73,5%) e Instant Messaging (59,5%), oppure di interessi personali, come nel caso dell’ecommerce (categoria Mass Merchandiser con il 72%) e di informazioni e servizi legati ai viaggi (categoria Maps/Travel info con il 66,% degli utenti online).

I bambini su internet

«Internet è stato progettato per gli adulti, ma è sempre più utilizzato dai bambini e dai giovani, e le tecnologie digitali coinvolgono sempre più le loro vite e il loro futuro. Dunque le politiche, le pratiche e i prodotti digitali dovrebbero riflettere meglio i bisogni dei bambini, le loro prospettive e le loro voci»
Anthony Lake, direttore UNICEF.

Secondo il rapporto dell’Unicef, sulla popolazione mondiale con un’età compresa tra 15 e 24 anni pari al 48%, il 71% accede a internet. Un utente di internet su tre ha meno di 18 anni. Un terzo dei minori, pari a 346 milioni di bambini invece non è online. Prevale anche il fai da te, soprattutto nei Paesi meno avanzati. In un sondaggio che ha coinvolto adolescenti e giovani con età compresa tra 13 e 24 anni di 26 paesi diversi, i dati mettono in evidenza che il 41% ha imparato a usare internet da solo, il 39% da amici o fratelli. Cosa piace di internet? Il rapporto Unicef spiega che il 40% ha risposto  che trova internet piacevole per imparare nuove cose per la scuola o la salute;  il 24% perché può acquisire competenze che non si possono imparare a scuola. Cosa non piace? Al 23% non piace la violenza mentre il 33% ha risposto di temere i contenuti pornografici indesiderati in cui ci si può imbattere.