Alla ribalta dei media in questo periodo sono stati riportati episodi di cyberbullismo e razzismo ma anche in alcuni casi di femminicidio e stalking. Abbiamo anche visto come l’hate speech, una pratica che si sta diffondendo a macchia d’olio porta gravi situazioni e alimenta il razzismo, l’odio e l’intolleranza. Per questo bisogna che intervenga la psicologia delle masse e la psicologia ambientale affinché la tecnologia venga “percepita” e usata come  “ponte di comunicazione” fra le persone e sviluppare una “web education” fin dalla primissima età.

Il nostro intervento si basa sullo sviluppo di life skill per la gestione delle comunicazione multimediale e attività introspettive, in quanto da studi internazionali, sembrerebbe che l’utilizzo della tecnologia porterebbe ad aspetti riguardanti “l’alessitimia”che muterebbero il rapporto con gli altri. Psicoterapeuta e Psichiatra spiegheranno in maniera interattiva come si appresta la mente umana alla mente “digitale”,  impegnarsi per la prevenzione è il primo luogo per evitare che la società faccia ancor più degenerare l’utilizzo dei media.  Tecniche come l’ascolto attivo, il brainstorming, il role playing permettono ai giovani non solo di apprendere i concetti ma di farli propri. Gli esperti mireranno a svolgere attività di “prevenzione” e attività di sensibilizzazione, mostrando le varie facce delle tecnologia e il possibile sviluppo di patologie, tali azioni saranno sempre a livello “paritario”.